Non si contentando il vano e vagabondo parpaglione di potere comodamente volare per l'aria, vinto dalla dilettevole fiamma della candela, diliberò volare in quella; e 'l suo giocondo movimento fu cagione di subita tristizia; imperò che 'n detto lume si consumorono le sottile ali, e 'l parpaglione misero, caduto tutto brusato a piè del candellieri, dopo molto pianto e pentimento, si rasciugò le lagrime dai bagnati occhi, e levato il viso in alto, disse:" O falsa luce, quanti come me debbi tu avere, ne' passati tempi, avere miserabilmente ingannati. O si pure volevo vedere la luce, non dovev'io conoscere il sole dal falso lume dello spurco sevo?"
L'alloro, il mirto, il pero.
Il castagno e il fico.
La farfalla e la fiamma della candela.
La noce e il campanile.
La scimmia e l'uccellino.
Il salice, la gazza e i semi della zucca.
La fiamma e la candela.
Il vino e i maomettani.
Il topo e la donnola.
Il cedro superbo.
La formica e il seme di miglio .
Il ragno e il grappolo d'uva.
La vitalba scontenta.
L'asino e il ghiaccio.
La neve umile.
Il falcone impaziente.
Il ragno e il calabrone
L'aquila e il gufo.
Il cedro ambizioso.
Il pesco invidioso.
Il noce e i viandanti.
Il fico.
Il fico e l'olmo.
Il fuoco superbo e il paiolo.
I tordi e la civetta.
La pulce.
Il rasoio vanitoso e borioso.
La pietra scontenta della sua vita solitaria.
La farfalla e il lume ad olio.
La pietra focaia e l'acciarino.
Il ragno.
Il giglio e la corrente del fiume.
L'ostrica, il topo e la gatta.
Il contadino e la vite.
La triste morte di un granchio.
La vite e l'albero vecchio.
Il torrente.
La rete e i pesci.
La palla di neve.
Il salice.
La penna e il temperino.
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"J'aime le jeu, l'amour, les livres, la musique,-
La ville et la campagne, enfin tout; il n'est rien-
Qui ne me soit souverain bien, -
Jusqu'au sombre plaisir d'un coeur mélancolique ?"
Saadi disait : " Si la peste donnait des pensions, la peste trouverait encore des flatteurs et des serviteurs".
lorsqu'on n'a pas ce que l'on aime. - Il faut aimer ce que l'on a." 



